antitrust e concorrenza sleale

Avvocato Antitrust: studio legale esperto che si occupa di Diritto della Concorrenza

Sei titolare di un’impresa e vuoi ottenere un provvedimento presso l’Autorità Garante per il tuo concorrente che viola le regole antitrust danneggiandoti? Oppure sei stato chiamato a rispondere dall’Autorità Garante per una presunta violazione antitrust?

Per tutti i procedimenti in materia di antitrust e diritto della concorrenza è necessaria la consulenza di uno studio legale esperto in diritto della concorrenza.

Avvocato antitrust per imprese: procedimenti AGCM, compliance e diritto della concorrenza

Accordi di cartello - Abuso di posizione dominante - Intese vietate - Consulenza legale antitrust

Le regole antitrust incidono su molte decisioni ordinarie dell’impresa: determinazione dei prezzi, rapporti con distributori e rivenditori, promozioni commerciali, vendite online, contatti con concorrenti, partecipazione ad associazioni di categoria, gare, acquisizioni societarie e accesso a piattaforme o canali distributivi.

Un problema antitrust può sorgere quando l’impresa è chiamata a rispondere davanti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – AGCM, ma anche quando subisce una condotta anticoncorrenziale, deve valutare preventivamente un contratto o vuole costruire un programma di compliance adeguato alla propria organizzazione.

Lo Studio Legale Adamo assiste imprese, gruppi societari, distributori, franchisee, franchisor e associazioni nell’individuazione e nella gestione dei rischi derivanti dal diritto italiano ed europeo della concorrenza.

L’intervento può riguardare tre esigenze differenti:

  • Prevenire il rischio, attraverso la revisione di contratti, politiche commerciali e procedure aziendali.
  • Gestire un procedimento, quando intervengono l’AGCM o la Commissione europea.
  • Reagire a una condotta anticoncorrenziale, mediante una segnalazione all’Autorità, una diffida, una richiesta cautelare o un’azione civile per il risarcimento del danno.

 

Nei casi di accertamento di intese restrittive o abusi di posizione dominante, la sanzione amministrativa può raggiungere il dieci per cento del fatturato totale mondiale realizzato dall’impresa nell’ultimo esercizio chiuso prima della notificazione della diffida. La gestione del rischio antitrust richiede, pertanto, un intervento tempestivo e proporzionato alla rilevanza della vicenda.

Quando un’impresa ha bisogno di un avvocato antitrust

L’assistenza di un avvocato antitrust è opportuna non soltanto quando un procedimento è già iniziato. Molti rischi possono essere individuati e gestiti prima che una scelta commerciale, un accordo o una comunicazione interna diventino oggetto di contestazione.


Lo Studio può intervenire, in particolare, quando l’impresa:

Non ogni conflitto commerciale costituisce, tuttavia, una violazione antitrust. Una mancata fornitura, una clausola di esclusiva, una politica di prezzo o una controversia di franchising assumono rilievo concorrenziale soltanto quando, considerate la struttura del mercato, il potere delle parti, le alternative disponibili e gli effetti della condotta, ricorrono i presupposti previsti dalla disciplina nazionale o europea.


La prima attività dello Studio consiste quindi nella corretta qualificazione del problema: contrattuale, concorrenziale, societario, regolatorio o caratterizzato dalla compresenza di più profili.

Assistenza nei procedimenti davanti all’AGCM e alla Commissione europea

Un procedimento antitrust richiede il coordinamento tra analisi giuridica, ricostruzione dei fatti, conoscenza del mercato e gestione della documentazione aziendale.

Lo Studio assiste l’impresa in tutte le fasi del procedimento, occupandosi, secondo le necessità del caso, di:

La strategia deve essere definita sin dalle prime fasi. Dichiarazioni, e-mail, presentazioni commerciali, messaggi interni, dati di vendita e documenti preparatori possono assumere rilievo nell’interpretazione della condotta contestata.


Quando la vicenda presenta una dimensione sovranazionale, l’assistenza può estendersi ai procedimenti davanti alla Commissione europea e al coordinamento con professionisti o consulenti operanti nelle altre giurisdizioni interessate.

Ispezione AGCM in azienda: assistenza nelle prime ore

L’ispezione costituisce uno dei momenti più delicati di un procedimento antitrust. La società deve collaborare con l’Autorità nei limiti dei suoi poteri, senza compromettere i propri diritti di difesa e senza alterare o disperdere la documentazione.

L’assistenza immediata è finalizzata a:

Lo Studio può inoltre predisporre preventivamente un apposito protocollo, con istruzioni differenziate per reception, direzione, personale commerciale, responsabili IT e ufficio legale.

Intese restrittive, cartelli e scambi di informazioni

Le intese antitrust non richiedono necessariamente un contratto scritto. Anche il coordinamento dei comportamenti, la partecipazione consapevole a un sistema comune o lo scambio di informazioni strategiche può assumere rilevanza. Tra le condotte che richiedono una particolare attenzione rientrano:

L’AGCM distingue le intese tra concorrenti dalle restrizioni contenute nei rapporti verticali. Entrambe possono essere rilevanti quando hanno per oggetto o per effetto una restrizione consistente della concorrenza.

Lo Studio assiste imprese e associazioni nella predisposizione di:

Accordi di distribuzione e restrizioni verticali

Le regole antitrust riguardano anche i rapporti tra produttori, fornitori, distributori, concessionari, agenti, franchisee e rivenditori. Le clausole e le politiche commerciali devono essere valutate considerando, fra l’altro:

Il Regolamento UE 2022/720 e gli Orientamenti europei sugli accordi verticali costituiscono il principale quadro di riferimento per verificare quando un accordo può beneficiare dell’esenzione e quando, invece, contiene restrizioni particolarmente gravi.


La revisione antitrust non dovrebbe limitarsi al testo del contratto. Occorre considerare anche circolari, manuali operativi, sistemi informatici, condizioni economiche, meccanismi premiali, controlli, comunicazioni e concrete modalità di gestione della rete.

Antitrust, franchising e reti commerciali

Il rapporto tra diritto antitrust e franchising rappresenta uno degli ambiti nei quali è particolarmente importante integrare l’analisi concorrenziale con quella contrattuale.

L’uniformità della rete, la protezione del know-how e la riconoscibilità del marchio possono giustificare alcune limitazioni dell’autonomia dell’affiliato.

Non consentono, però, di trasformare il franchisee in un operatore privo di qualsiasi effettiva autonomia imprenditoriale. Lo Studio assiste franchisor e franchisee nella valutazione di:

Questa attività può essere svolta preventivamente, mediante revisione del contratto e delle procedure di rete, oppure nel contesto di una trattativa, di un procedimento davanti all’AGCM o di un giudizio civile.

Abuso di posizione dominante

Un’impresa è in posizione dominante quando dispone di un potere di mercato che le permette di comportarsi in misura significativa indipendentemente da concorrenti, clienti e fornitori.

La posizione dominante non è di per sé illecita. L’illecito può sorgere quando tale posizione viene utilizzata attraverso condotte abusive, quali:

La valutazione richiede normalmente la definizione del mercato rilevante, l’esame della posizione dell’impresa, l’analisi delle barriere all’ingresso e l’accertamento degli effetti attuali o potenziali della condotta.

L’AGCM chiarisce espressamente che la normativa non vieta il conseguimento di una posizione dominante attraverso efficienza e capacità competitiva, ma il suo abuso. 

Abuso di dipendenza economica

L’abuso di dipendenza economica è distinto dall’abuso di posizione dominante. Può ricorrere anche quando l’impresa forte non domina l’intero mercato, ma dispone di un potere tale da determinare, in uno specifico rapporto commerciale, un eccessivo squilibrio di diritti e obblighi.

Tra gli elementi rilevanti assume particolare importanza la possibilità concreta, per l’impresa dipendente, di reperire sul mercato alternative soddisfacenti.

La dipendenza economica può manifestarsi attraverso:

L’AGCM può intervenire quando la condotta presenta rilevanza per la tutela della concorrenza e del mercato. Negli altri casi, la tutela può essere richiesta davanti al giudice civile, anche mediante rimedi cautelari e risarcitori. 

Operazioni di concentrazione, acquisizioni e joint venture

Le operazioni societarie devono essere esaminate anche dal punto di vista antitrust. Fusioni, acquisizioni di partecipazioni, trasferimenti di rami d’azienda e costituzione di imprese comuni possono determinare un cambiamento durevole del controllo e richiedere una comunicazione preventiva all’AGCM o alla Commissione europea.

Lo Studio assiste le parti e i loro advisor nelle attività di:

Le soglie nazionali vengono aggiornate periodicamente. Inoltre, in presenza delle condizioni stabilite dalla legge, l’AGCM può richiedere la notifica di alcune operazioni sotto soglia entro sei mesi dal loro perfezionamento. La disciplina relativa alle operazioni sotto soglia è stata ulteriormente aggiornata nell’agosto 2026.


Per le operazioni più complesse è possibile attivare una fase di prenotifica riservata, nella quale rappresentare preventivamente agli uffici dell’Autorità la struttura dell’operazione, i mercati coinvolti e le principali questioni concorrenziali.


Il controllo preventivo delle concentrazioni è diretto a evitare che l’operazione ostacoli significativamente la concorrenza, ad esempio creando o rafforzando una posizione dominante. Le operazioni problematiche possono, in determinati casi, essere autorizzate subordinatamente all’adozione di rimedi.

Programmi di compliance antitrust

Un programma di compliance antitrust non coincide con la semplice approvazione di un manuale. Deve essere costruito sulla specifica attività dell’impresa, sulla sua organizzazione, sulla posizione occupata nel mercato e sui rischi concretamente affrontati.

Le Linee guida AGCM del 25 febbraio 2025 richiedono che il programma sia adeguato alle caratteristiche dell’impresa e al contesto competitivo. Assumono rilievo l’impegno dei vertici, la disponibilità di risorse, l’indipendenza del responsabile, la formazione, i sistemi di controllo, il reporting interno, il whistleblowing, gli audit e il miglioramento continuo.

Lo Studio può predisporre o aggiornare programmi comprendenti:

L’efficacia deve essere dimostrabile attraverso documenti, attività formative, controlli, comunicazioni interne e interventi effettivamente realizzati.

Un programma meramente formale o manifestamente inadeguato non determina alcuna riduzione della sanzione. Un programma preesistente, adeguato ed efficace, che abbia consentito la tempestiva individuazione e interruzione dell’illecito, può invece essere valutato dall’AGCM quale circostanza attenuante fino al dieci per cento della sanzione, fermo restando l’esame del caso concreto.

Segnalazioni all’AGCM

Un’impresa che ritenga di subire un illecito anticoncorrenziale può sottoporre la vicenda all’AGCM. La segnalazione non deve limitarsi alla descrizione di un inadempimento contrattuale, ma deve spiegare perché la condotta è rilevante per il funzionamento del mercato.

Lo Studio assiste il segnalante nella:

La presentazione di una segnalazione non comporta automaticamente l’apertura dell’istruttoria o l’applicazione di una sanzione. L’Autorità valuta autonomamente la fondatezza, la rilevanza e la priorità della questione.

L’AGCM mette inoltre a disposizione una piattaforma attraverso la quale concorrenti, consumatori e dipendenti possono fornire informazioni mantenendo l’anonimato. Tale strumento deve essere distinto dalla predisposizione di una segnalazione articolata e documentata presentata da un’impresa direttamente interessata.

Risarcimento del danno antitrust

La violazione delle norme sulla concorrenza può provocare danni economici rilevanti: aumento dei prezzi, riduzione dei margini, perdita di vendite, esclusione da un mercato, deterioramento degli investimenti o perdita di opportunità commerciali.

Le persone e le imprese danneggiate da una violazione degli articoli 101 e 102 TFUE hanno diritto a richiedere il pieno risarcimento del pregiudizio subito. La disciplina europea contempla strumenti relativi all’accesso alle prove, al trasferimento del sovrapprezzo e alla quantificazione del danno.

Lo Studio assiste attori e convenuti in:

L’AGCM accerta e sanziona gli illeciti nell’esercizio delle proprie competenze pubblicistiche. Il risarcimento del danno deve invece essere richiesto davanti al giudice civile competente.

Il metodo di lavoro dello Studio

Ogni questione antitrust viene affrontata attraverso un percorso calibrato sulle caratteristiche dell’impresa e sull’obiettivo da conseguire.

1. Analisi preliminare
Vengono individuati i fatti rilevanti, i soggetti coinvolti, le scadenze, il mercato interessato e il risultato concretamente perseguibile.

2. Mappatura della documentazione
Contratti, e-mail, messaggi, presentazioni, listini, dati economici, verbali e procedure interne vengono esaminati in modo coordinato, distinguendo i documenti favorevoli, quelli critici e quelli ancora da acquisire.

3. Valutazione giuridica ed economica
La condotta viene analizzata alla luce della normativa applicabile, della posizione delle parti, della struttura del mercato e degli effetti concorrenziali.

4. Definizione della strategia
Vengono confrontate le possibili alternative: modifica preventiva della condotta, interlocuzione negoziale, segnalazione, difesa nel procedimento, impegni, tutela cautelare, azione civile o impugnazione.

5. Attuazione e monitoraggio
Lo Studio coordina le funzioni aziendali e gli eventuali consulenti tecnici, verificando l’esecuzione delle attività concordate e l’evoluzione del rischio.

L’assistenza è svolta in collegamento con amministratori, uffici legali, direzioni commerciali, acquisti, risorse umane, responsabili IT, compliance officer e consulenti economici.

Domande frequenti

Sì. Le dimensioni dell’impresa, il fatturato e la quota di mercato possono incidere sulla valutazione giuridica, ma una PMI non è automaticamente esclusa dall’applicazione della disciplina. Può essere parte di un’intesa, destinataria di una richiesta dell’AGCM, vittima di una condotta anticoncorrenziale o soggetto economicamente dipendente da un’altra impresa.

Il fornitore può, in linea generale, raccomandare un prezzo o indicare un prezzo massimo, purché tali indicazioni non si trasformino, attraverso pressioni, minacce, incentivi o controlli, in un prezzo fisso o minimo di fatto. L’imposizione dei prezzi di rivendita costituisce una delle restrizioni più delicate negli accordi verticali e richiede l’esame delle concrete modalità di funzionamento della rete.

Il diritto antitrust protegge il funzionamento concorrenziale del mercato e riguarda intese, abusi e concentrazioni. La concorrenza sleale disciplina invece specifici comportamenti scorretti compiuti da un imprenditore ai danni di un altro, come imitazione servile, denigrazione o appropriazione di pregi. Una stessa vicenda può presentare profili appartenenti a entrambe le discipline.

Deve attivare immediatamente il proprio gruppo di risposta e il legale antitrust, preservare la documentazione, coordinare i responsabili IT, assistere alle operazioni, annotare le attività svolte e collaborare nei limiti dei poteri dell’Autorità. Non devono essere cancellati, modificati o nascosti documenti o comunicazioni.

No. L’AGCM esamina autonomamente gli elementi ricevuti e decide se approfondire la vicenda. Una segnalazione completa deve rappresentare i fatti, il mercato, il potere delle imprese coinvolte, gli effetti concorrenziali e le prove disponibili. Non è sufficiente allegare la mera esistenza di un conflitto contrattuale.

No. L’Autorità può accertare e sanzionare l’illecito, ma il risarcimento deve essere richiesto davanti al giudice civile. Il provvedimento dell’Autorità può assumere particolare rilevanza nell’azione risarcitoria, ma restano da esaminare il danno, il nesso causale e la relativa quantificazione.

No. La presenza di un programma non esclude automaticamente la responsabilità dell’impresa. Il programma deve essere adeguato, effettivamente attuato e documentato. Secondo le Linee guida AGCM del 2025, un programma efficace adottato prima dell’istruttoria può essere valutato come attenuante, mentre un programma manifestamente inadeguato non comporta alcuna riduzione.

Lo Studio Legale Adamo fornisce consulenza legale ed assistenza per:

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